Equipe

Valeria Kone
Cofondatrice

Dopo un lungo periodo all’estero, tra Berlino e Parigi, dove conclude un Dottorato in Filosofia, Valeria torna a Roma nel 2010, e si impegna su temi legati al mondo della migrazione. Parallelamente comincia a lavorare nel mondo della moda, come consulente e buyer nel continente asiatico, esperienza che le apre gli occhi sulla grave mancanza di sostenibilità della “fast fashion”. Nel 2018, insieme ad attivisti migranti, fonda l’associazione Terià, volta alla promozione e alla salvaguardia delle pratiche artigianali, in particolare nei paesi a basso reddito, e inaugura il progetto Koori, una scuola di tessitura e di tintura tradizionale del cotone in Mali. Nel 2019, insieme a Khassim Diagne, apre il laboratorio di sartoria sociale Coloriage aperto a rifugiati, migranti e inoccupati. Nel 2021 diventa la presidente della neonata Cooperativa e Impresa Sociale Coloriage, che prende in carico il lato produttivo dell’atelier di sartoria sociale, mentre l’Associazione Terià continua a gestire il progetto di “Scuola di Moda Gratuita” in seno al laboratorio.

Khassim Diagne
Cofondatore, sarto formatore

“Ho cominciato a ‘giocare’ con la macchina da cucire sin da molto piccolo, a mio padre non piaceva che il sabato e la domenica restassi per strada o nei campi di calcio e mi faceva frequentare l’atelier di un sarto importante della mia zona, dove ho cominciato il mio apprendistato vero e proprio verso i 15 anni. Per circa 4 anni ho studiato sartoria e tecniche di ricamo a macchina, ma mi occupavo esclusivamente di abiti tradizionali, mentre ero sempre più attratto dalla moda africana contaminata con lo stile occidentale. Quest’attrazione mi ha portato a conoscere Amiss, un sarto che all’epoca era famoso a Dakar, e cuciva completi all’occidentale con tessuti dai colori eccentrici, secondo lo stile dei dandy africani detti “Sapeurs”. Lui all’inverso voleva imparare le tecniche di cucito e ricamo tradizionale, così che abbiamo cominciato a lavorare insieme scambiandoci i clienti per metterci alla prova. E’ questo percorso che un giorno mi ha fatto svegliare in Italia… ma non immaginavo quanto fosse difficile il cammino che mi aspettava. Per quasi 4 anni non ho toccato una macchina da cucire e ho fatto soltanto lavori dequalificati, fino a quando non sono stato introdotto in un piccolo atelier di sartoria di Trastevere a Roma. Ho cominciato a lavorare part-time e presto il gestore mi ha regalato una macchina da cucire per lavorare da casa. Quasi per caso ho realizzato degli abiti per alcuni amici italiani e in pochi mesi avevo moltissimi clienti. Ma l’incontro determinante per la mia carriera è stato quello con Doriano Pergolari, che mi ha accolto nel suo atelier e mi ha iniziato alle tecniche di taglio e cucito dell’alta sartoria. Cucivo gli abiti che lui poi rifiniva e al contempo imparavo a disegnare cartamodelli, a cucire a mano… gli devo davvero moltissimo. Un’altra esperienza importante è stata con Pepoli Pretaporter a Roma per cui ho realizzato un’intera collezione… Più tardi negli anni, quando ho incontrato Valeria e abbiamo cominciato a parlare dell’idea di Coloriage, di realizzare capi e accessori occidentali con tessuti africani, e insieme offrire una formazione gratuita agli artigiani migranti o rifugiati qui in Italia, mi ha subito appassionato il progetto, e la prospettiva di lavorare come maestro per dei sarti stranieri appena arrivati in Italia. Per essermi trovato nella loro situazione, mi rendo conto di come nell’incontrare un buon maestro, nell’avere l’opportunità di esprimersi ed esercitare il proprio mestiere, sia in gioco la possibilità di realizzare la propria vita”.

Serigne Khadim Wade

Sarto

“Ho cominciato il mio apprendistato di sarto a 12 anni in un atelier del mercato di Dakar. A quell’epoca non vedevo l’ora di scappare a giocare con i miei amici, ma dopo qualche anno ho cominciato ad appassionarmi alla sartoria. Una volta seduto alla macchina da cucire non riuscivo più ad alzarmi… Ho lavorato come sarto fino all’età di 33 anni, quando ho lasciato il mio paese. La mia figlia maggiore ha una malattia cronica, la drepanocitosi, e con il mio salario di sarto in Senegal non riuscivo a pagare le sue terapie. E’ per questo che ho deciso di partire per l’Europa. Quando sono arrivato in Italia ho fatto pulizie domestiche e ho lavorato come giardiniere, ma mi è successo più volte di essere sottopagato o di non venir pagato affatto. Entrare nell’equipe di Coloriage mi ha permesso di riprendere la mia professione, e di garantire le terapie necessarie a mia figlia”.

Manuela Izzo
Assistente alla coordinazione e apprendista

Ho conosciuto il progetto di Coloriage durante i miei studi universitari di Scienze Politiche Cooperazione e Sviluppo. Nel 2019, ero alla ricerca di progetti per la stesura della mia tesi su “La creatività come strumento di inclusione sociale” e durante un evento di crowdfunding della Scuola di Moda Gratuita Coloriage mi sono imbattuta nel progetto. Sono entrata così nel mondo Coloriage per la ricerca della tesi e non sono più riuscita ad uscirne. Al momento il mio ruolo è molto versatile, frequento la Scuola di Moda e lavoro alle rifiniture e ai dettagli di alcuni prodotti, ma ho anche cominciato ad affiancare Valeria in alcune mansioni di gestione e coordinamento, imparando così moltissimo. Ho sempre avuto una passione per l’artigianato, ed è una grande opportunità per me poter imparare da sarti e professionisti del settore della moda. Coloriage è un luogo di incontro di pratiche, culture e modi di pensare differenti, che lo rende un ambiente di una ricchezza unica, molto stimolante e accogliente verso ognuno.

Tania Nigar Sultana
Sarta

Tania è arrivata da Coloriage grazie alla mediazione di ASINITAS, e oggi oltre a collaborare con il laboratorio ha intrapreso un percorso di specializzazione nella Scuola di Moda grazie a un tirocinio formativo. Ogni giorno ci stupisce con la sua perseveranza e generosità. “Ho iniziato a cucire a Cumilla, la mia città di origine in Bangladesh. Mi recavo ogni giorno in un atelier di sartoria della mia zona dove passavo alcune ore a cucire le tuniche che noi donne bengalesi indossiamo sotto il sari. Ho imparato molto ma non sono mai riuscita ad andare oltre la condizione di apprendista, lavorare per una donna nel mio paese non è molto facile. All’inizio in Italia non è stato semplice ambientarmi, ho studiato a lungo per imparare la lingua e conoscere la cultura italiana, fino a ottenere il diploma di terza media. Per me è stato molto importante studiare, e ora trovare un lavoro, raggiungere un’emancipazione e contribuire all’educazione di mio figlio. Mi piace lavorare da Coloriage perché sto imparando moltissimo, all’inizio mi affidavano i capi più semplici della collezione accessori, ma già dopo pochi mesi ho iniziato a collaborare alla realizzazione di articoli più complicati, e ora grazie alla Scuola ho cominciato a lavoarare alla collezione moda. “

Urmi Kulsum
Sarta

Urmi è arrivata da Coloriage nell’agosto 2021 come una ventata di aria fresca, con i suoi sorrisi calmi e profondi, unendosi alla nostra equipe nella creazione della linea accessori. Oggi è una collaboratrice stabile del laboratorio e grazie alla mediazione di Asinitas sta svolgendo un tirocinio formativo centrato sulla modellistica e sulle tecniche di confezione europea.

“Ho iniziato a cucire a Bramonbaria, la mia città di origine in Bangladesh. Cucivo esclusivamente a casa con mia sorella, per lo più abiti da uomo che ci venivano commissionati dai negozi. Per un lungo periodo non ho trovato lavoro in Italia, ma mi sono dedicata alle mie figlie e allo studio della lingua. La sartoria sociale mi ha permesso di inserirmi e riprendere la mia professione. Attualmente sto lavorando alla collezione accessori Coloriage anche se ancora devo perfezionare alcune tecniche per poter realizzare tutti i capi. Devo dire che la pazienza e l’allegria dei sarti del laboratorio lo rendono un posto perfetto per imparare! Con Coloriage ho anche familiarizzato con le tecniche di ricamo che non avevo mai praticato nel mio paese, e sto partecipando a due workshop con artiste contemporanee. Trovarmi in un contesto così aperto è un’esperienza bellissima, sia per la mia formazione che per tutte le nuove amicizie.

Chiara Giovannini
Apprendista sarta

Chiara è diplomata all’Istituto Superiore di Abbigliamento e Moda Giovanni Falcone, e dal 2012 frequenta il centro psichico diurno La Fabbrica dei Sogni, dove è iscritta ai laboratori di sartoria e di fotografia. Grazie alla mediazione del CSM dell’Asl Roma 2, ha intrapreso un tirocinio formativo di un anno presso Coloriage, dove sta imparando tecniche di rifinitura a mano e confezione.

“Nell’Istituto dove mi sono diplomata ho imparato la tecnica del cartamodello, il posizionamento sulla stoffa e anche il cucito a macchina. A scuola però non utilizzavamo le macchine industriali che ci sono qui da Coloriage, quindi ho avuto un po’ di difficoltà agli inizi. Coloriage è un bel posto per imparare, sia i formatori che i sarti sono sempre calmi e di buon umore, è una cosa che mi colpisce molto. Mi colpiscono anche le stoffe, che hanno colori e motivi vivaci che mettono allegria. La collezione che preferisco è quella degli accessori, che piano piano sto contribuendo anche io a realizzare. Oltre a cucire sono felice di dare una mano nel confezionamento dei prodotti e nella logistica, ormai conosco bene i prodotti e riesco a occuparmi di più cose”.